La notizia del giorno

mamma li turchi di Antonio Di Lalla
di Antonio Di Lalla

04/07/2013 - pag3

 

 

 

 

Immediatamente dopo il terremoto del 31 ottobre 2002 fu costruito in legno un villaggio poco distante da San Giuliano di Puglia perché giustamente la popolazione avesse un tetto per ripararsi. A seguito dell’ecatombe di bambini, l’onda emotiva fu così forte che furono demolite e ricostruite anche abitazioni che non avevano subito danni, a detta degli stessi proprietari. Ora finalmente, salvo qualche eccezione, le famiglie sono rientrate nelle loro abitazioni di muratura e così il villaggio è desolatamente vuoto, addirittura spettrale, ma ancora in buone condizioni. Averlo scelto come insediamento abitativo per profughi, richiedenti asilo e quanti approdano sulle nostre coste fa onore a chi l’ha proposto e a tutti quelli che sosterranno l’iniziativa adoperandosi fattivamente per la riuscita dell’impresa. Disporre di un tetto è un diritto di tutti, non una concessione capricciosa e capotica di perbenisti che hanno avuto sempre il culo comodamente su una poltrona. Pertanto solidarizziamo con l’amministrazione e con tutti quelli che sono pronti a farsi carico di questa situazione che si rivela in ogni caso un’opportunità insperata per i nostri paesi ormai in via di estinzione.

Mammaliturchi gridavano i bambini alla fine del ‘700 in Sicilia per richiamare l’attenzione degli adulti e tagliare le vie di fuga alla più o meno pacifica invasione di marinai musulmani in cerca di ristoro sulla terraferma. Chi lo grida oggi, quando finalmente nasce la possibilità di elaborare un progetto di ripresa dei nostri centri condannati allo spopolamento, dove era quando si sperperava denaro pubblico, per realizzare opere che nascevano morte, grazie alla incolpevole impreparazione degli amministratori e alla colpevole miopia clientelare di chi era preposto a coordinare?

Diamola per buona: gli immigrati che sopravvivono al massacro - in questi ultimi anni sono circa ventimila gli africani che hanno avuto per tomba il mediterraneo nel tentativo di solcarlo impunemente - sono “brutti, sporchi e cattivi”. Ma chi li ha ridotti così nella loro patria? La politica è una cosa seria e ogni volta che eleggiamo persone incapaci o senza scrupoli le conseguenze, come boomerang, ci ritornano addosso. Fomentare guerre tribali per vendere armi, favorire l’insediamento e il commercio di multinazionali volte a sfruttare e depauperare i luoghi dove riescono a piantare le grinfie non fa che costringere chi può a scappare per cercare una via di salvezza. A qualsiasi costo, anche della propria vita. Siamo responsabili delle cause, schifiamo gli effetti. In fatto di assunzione di responsabilità non ci frega nessuno!

Al grido di mammaliturchi alcuni bandiscono la possibilità dell’insediamento tra noi perché gli immigrati rubano. Questi maghi nostrani sono capaci di prevedere il futuro, pur senza essere dotati di palla, ma non li ho sentiti indignati, anzi magari sono complici dei consiglieri regionali che non riescono a fornire pezze di appoggio alle decine di migliaia di euro di soldi pubblici sottratti per spese personali. Speriamo che siano almeno secondi alla mitica Nicole Minetti che addirittura con quel denaro ci pagò anche il libro, sicuramente istruttivo per lei, Mignottocrazia! Silvio Berlusconi, nostro non gradito rappresentante, essendosi oltretutto attribuito da padrone del partito il seggio, benché del titolare arrivato secondo non abbiamo migliore stima, percepisce gli emolumenti da parlamentare e tuttavia fino ad oggi in senato è apparso una sola volta. Non è furto, e non solo di denaro? Ma di proteste non ne ho ancora sentite nel nostro addormentato Molise.

I soliti mammaliturchi ritengono che stiamo stretti, che non c’è lavoro. Il Molise è l’unica regione che conta gli stessi abitanti degli anni cinquanta del secolo scorso, i nostri paesi vanno sempre più spopolandosi, le scuole sono a rischio chiusura per mancanza di inquilini e intanto viaggiano già in inqualificabili pluriclassi, le terre sono incolte e l’artigianato è quasi scomparso. La presenza stabile degli immigrati, è doveroso ammetterlo per amore della verità, risolverebbe non pochi problemi a noi indigeni sclerotizzati che disdegnano anche il re per compare. A Campobasso con pochi ettari a loro disposizione hanno avviato una cooperativa “i colori della terra”, come più volte abbiamo documentato su queste pagine, e presto ci nutriremo di prodotti strappati alla terra grazie al loro sudore. Dove sono presenti famiglie di immigrati ha ripreso vitalità non solo il paese, ma anche la scuola, il commercio. Riace, un tempo famosa per i bronzi, ora lo è per l’impulso dato dai migranti approdati lì. Chi ha dubbi provi a vedere il film-documentario Il volo di Wim Wenders e prodotto dalla Regione Calabria in cui recitano Luca Zingaretti e Ben Gazzara, doppiato da Giancarlo Giannini.

Che gli immigrati producano reddito è un dato documentato, che non possiamo farne a meno è una certezza. Se una badante non è disponibile per un giorno va in crisi l’impianto di una intera famiglia, un giorno senza di loro fermerebbe tutta la nazione! Un Molise che vede con favore la permanenza delle mucche di Granarolo più che le famiglie di umani a San Giuliano è una regione che preferisce essere ricoperta di letame!

L’integrazione possiamo ritardarla, non impedirla. Spero di esserci ancora quando gli immigrati saranno così tanti che vedendo qualche aborigeno grideranno: mammaliturchi!

 


da Spazio Aperto

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La Fonte Press

Pubblicato nel quaderno:
n° 97 - luglio,agosto 2013
pagina n. 3
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Rubrica: Editoriale




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